Politicamente scorretto. Arte (svizzera) del primo 1900. Esercizio sulla grammatica visiva.

Politicamente scorretto. Arte (svizzera) del primo 1900. Esercizio sulla grammatica visiva.

Charles Barraud / Paul Basilius Barth / Viktor Baumgartner / Paul Berger / Karl Bickel / Walther Bötticher / Serge Brignoni / Luigi Conconi / Lovis Corinth / Louis Desvignes / Paul Du Bois / Georg Einbeck / Ignaz Epper / Karl Hänny / Walter Helbig / Bruno Héroux / Karl Jakob Hirsch / Hermann Huber / Richard Janthur / Béla Kádár / Paul Kleinschmidt / Martin Lauterburg / Henny Mannheimer / Georg Merkel / Aldo Patocchi / Fritz Pauli / Apollonio Pessina / Hubert Ponscarme / Gregor Rabinovitch / Gerhard Riebicke / Alfred Soder / Paul Speck / Karl Stauffer-Bern / Jakob Steinhardt / Hermann Struck / Stanislav Sucharda / Hans Trudel / Heinrich Ludolf Verworner / Emil Weber / Ovide Yencesse / Anonimo del XIX secolo

Oggetti di arte applicata

19 settembre - 21 dicembre 2025

La stagione 2025 termina con una mostra a carattere tematico, dove si stratificano e si intrecciano differenti approcci all’arte e alla sua lettura, situazioni epocali e politiche metamorfiche, che cercano di fare luce sul periodo a cavallo tra 1800 e 1900, ma soprattutto il primo Novecento, testimone di un fermento, che pone l’arte stessa al centro dell’attenzione, proprio per la sua capacità di bene rappresentare la crisi del momento storico, e di trasmettere altresì l’effervescenza sociale e politica di quel periodo.

Questo complicato ed entusiasmante arco temporale, segnato, sì, da una recrudescenza della barbarie con l’esplosione della seconda guerra mondiale, produce tuttavia anche una quantità strepitosa di creatività, che in parte riflette, rendendosi testimone, i quesiti dei cambiamenti della società e della politica tra ancien régime di fine Ottocento e visioni repubblicane.

I disastri della Grande Guerra, e i meccanismi della seconda, stringono le maglie attorno produzione artistica, togliendole vieppiù ossigeno, libertà ed economia, e creando in seguito molti vuoti, che solo lo studio e la ricerca stanno ora tentando di colmare. Due guerre mondiali, una dopo l’altra a distanza di pochi anni, hanno sicuramente contribuito in maniera violenta al saccheggio intellettuale e alla distruzione fisica di molti lavori d’arte, seppellendo con essi anche i loro autori; spesso messi a tacere e rimossi dai loro incarichi istituzionali, o semplicemente deportati per motivi politici o razziali.

È emblematico il caso di Henny Mannheimer (1899-1939), vittima del Nazionalsocialismo, cui da pochi mesi è stato possibile ricostruire la precisa identità biografica, grazie all’enorme impegno dell’editore Harald Kubiczak e alla sua strenua collaborazione con gli archivi di Stato di Magonza in Germania.

POLITICAMENTE SCORRETTO, ARTE (SVIZZERA) DEL PRIMO 1900. ESERCIZIO SULLA GRAMMATICA VISIVA intende analizzare proprio quel preciso momento, recuperando alcuni artisti, che – come testé enunciato – non sono riusciti ad attecchire nel terreno fertile delle arti, proprio a causa delle guerre, affievolendo e vanificando così anche la loro presenza nella memoria storica. Nonostante ciò, una ricerca oculata presso collezioni, archivi, istituti d’arte e musei riesce a far rinascere la loro esistenza e a riattivare la loro memoria. Oltre ai grandi crocevia dell’avanguardia e ai loro illustri nomi, scopriamo, che pure questi “dimenticati” dalla Storia, dal mercato dell’arte e dalle mode degli ultimi decenni, hanno contribuito in maniera preponderante e piacevolmente “alternativa” a consolidare la produzione artistica di quel tempo.

Senza citare i nomi degli artisti più conosciuti in mostra, la Svizzera non fa eccezione. Autori come Karl Bickel, Fritz Pauli o Paul Speck furono in grado di lasciare un’impronta di ricerca molto interessante all’interno delle avanguardie di quel tempo, dai primi anni del 1910 fino al periodo del Bauhaus e dell’Art Déco, pensando e realizzando opere di straordinaria modernità e qualità interpretativa per l’epoca. Essi sono stati ambasciatori consapevoli e forti del momento.

Va pure aggiunto a titolo di riflessione, che da qualche parte e in qualche modo, il rapporto tra arte e potere sta alla base di questa esposizione storica (per certi versi attuale e attualizzabile per approccio), nella misura in cui essa tenta di far tornare alla superficie della memoria autori e opere lentamente spariti per sbadata dimenticanza di chi, invece, si occupa di cultura e della sua conservazione. La situazione geo-politica attuale ci impone anche una responsabilità da non sottovalutare; cioè quella dell’impegno preso con la propria coscienza di non cancellare la cultura e modificarne la fisionomia storica.

Mario Casanova, Bellinzona, 2025.

Paul Kleinschmidt (1883-1949), Sansone e Dalila, 1920. Punta secca stampata su carta, descritta a matita “Drücke 1-4, N° 2” e “Platte verworfen” in basso al cx, monogrammata “P. Kl. 20” nella lastra in alto al cx, firmata e datata a matita in basso al cx, 19.7 x 14.7 cm (40.2 x 29.3 cm). Sul retro è visibile il timbro del collezionista Siegbert Marzynski. Collezione privata, Svizzera.

Dove

MACT/CACT

Museo e Centro d’Arte Contemporanea Ticino

Via Tamaro 3, Bellinzona.

Orari

Venerdì, sabato, domenica

14:00 – 18:00

Ingresso

CHF 6.00

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