Patricia Jacomella Bonola / Wunderkammer: Nina Staehli

The Party's over: Welcome Darkness!

Patricia Jacomella Bonola

Wunderkammer: tra ragione ed erotismo.

Nina Staehli

5 giugno - 28 agosto 2022

Patricia Jacomella Bonola
The Party’s over: Welcome Darkness!

Patricia Jacomella Bonola (1952) si presenta per la prima volta nelle sale del MACT/CACT; e lo fa con un progetto tematico esteso su 3 spazi espositivi.

Se da un lato il titolo racchiude in sé un desiderio bifido in bilico tra bene e male, positivo e negativo, tra crepuscolo del passato e potenza nella luce del futuro, dall’altro Jacomella Bonola costruisce un pensiero nello spazio, che – partendo dal buio come elemento filosofico [rif. a Francesca Rigotti, Buio , edizioni Il Mulino, 2020 e Nina Edwards, Darkness. A cultural history, Reaktion Books, 2018], da sempre motore della creazione artistica, nonché esistenziale – apre visioni e utopie all’interno di un quotidiano tra reale e digitale, che tutto cannibalizza, fagocita ed espelle nell’oblio, senza spesso lasciare quella famosa o famigerata traccia del nostro transito.

L’esposizione di Patricia Jacomella Bonola riunisce lavori artistici a carattere installativo, che confrontano i temi del quotidiano in tutti gli ambiti sociali con l’individualismo di ognuno di noi, facendone scaturire la difficile e complessa struttura dei vari rapporti esistenziali all’interno della società odierna.

La sua opera si caratterizza proprio per quello slancio barricadiero e a tratti militante, entro il quale l’artista di Zugo utilizza sempre elementi della quotidianità, modellati a loro volta a partire dalla decostruzione dei forti codici culturali, espressione spesso vana del nostro (soprav)vivere post-contemporaneo.

Patricia Jacomella Bonola / Mario Casanova, 2022.

Dove

MACT/CACT

Museo e Centro d’Arte Contemporanea Ticino

Via Tamaro 3, Bellinzona.

Orari

Venerdì, sabato, domenica

14:00 – 18:00

Ingresso

CHF 6.00

Nina Staehli
Wunderkammer: tra ragione ed erotismo.

La Wunderkammer, che il MACT/CACT dedica a Nina Staehli (1961), è una piccola isola di felicità, che si sviluppa all’interno di una sala cubica. Felice è l’isola, perché vive sono le idee e delizioso è il giardino.

Déjà vu. Il rapporto tra ratio e corpo diventa cosciente, nel momento in cui la ragione si trasforma in consapevolezza, e la carne si traduce in luogo delle pulsazioni primitive, a tratti violente. Da questa geografia d’incontri fondamentalmente mentale, più che ragionevole, tra il piacevole e il proibito, tra il lecito e l’illecito, il morale e l’immorale, tra la libertà e il travestitismo in bilico tra vero e reale, si insinua il moralismo retorico e religioso, che conferma il tempo delle legiferazioni e dei processi interminabili di dickensiana memoria, specchio di una ormai decadente società delle vanità e degli eccessi …del moralismo, del giustizialismo, della democrazia a ogni costo, del consumo e del pensiero unico che ci vede in perenne (dis)equilibrio umanitario.

Se la guerra – pratica sado-maso volta alla dominazione – vien spesso invocata a ristabilire “la morale”, ecco che il rapporto guerra-sessualità o arte-potere etc. rimane uno dei tanti aspetti, che gli artisti spesso affrontano antropologicamente nel loro processo di costruzione artistica.

Mario Casanova, 2022.

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